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Verbos 8 Tempos Compostos

 

São formados por locuções verbais que têm como auxiliares os verbos ter haver e como principal, qualquer verbo no particípio. São eles:

01) Pretérito Perfeito Composto do Indicativo:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Presente do Indicativo e o principal no particípio, indicando fato que tem ocorrido com frequência ultimamente.

Por exemplo:

  • Eu tenho estudado demais ultimamente.

02) Pretérito Perfeito Composto do Subjuntivo:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Presente do Subjuntivo e o principal no particípio, indicando desejo de que algo já tenha ocorrido.

Por exemplo:

  • Espero que você tenha estudado o suficiente, para conseguir a aprovação.

03) Pretérito Mais-que-perfeito Composto do Indicativo:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Pretérito Imperfeito do Indicativo e o principal no particípio, tendo o mesmo valor que o Pretérito Mais-que-perfeito do Indicativo simples.

Por exemplo:

  • Eu já tinha estudado no Maxi, quando conheci Magali.

04) Pretérito Mais-que-perfeito Composto do Subjuntivo:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Pretérito Imperfeito do Subjuntivo e o principal no particípio, tendo o mesmo valor que o Pretérito Imperfeito do Subjuntivo simples.

Por exemplo:

  • Se o menino tivesse/ houvesse visto o carro, não teria atravessado a rua distraidamente.

Obs.: perceba que todas as frases remetem a ação obrigatoriamente para o passado. A frase Se eu estudasse, aprenderia é completamente diferente de Se eu tivesse estudado, teria aprendido.

05) Futuro do Presente Composto do Indicativo:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Futuro do Presente simples do Indicativo e o principal no particípio, tendo o mesmo valor que o Futuro do Presente simples do Indicativo.

Por exemplo:

  • Amanhã, quando o dia amanhecer, eu já terei partido.

06) Futuro do Pretérito Composto do Indicativo:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Futuro do Pretérito simples do Indicativo e o principal no particípio, tendo o mesmo valor que o Futuro do Pretérito simples do Indicativo.

Por exemplo:

  • Estava previsto que, às 10 horas, a prova já teria terminado.

07) Futuro Composto do Subjuntivo:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Futuro do Subjuntivo simples e o principal no particípio, tendo o mesmo valor que o Futuro do Subjuntivo simples.

Por exemplo:

  • Quando você tiver terminado sua série de exercícios, eu caminharei 6 Km.

Veja os exemplos:

Quando você chegar à minha casa, telefonarei a Manuel.

Quando você chegar à minha casa, já terei telefonado a Manuel.

Perceba que o significado é totalmente diferente em ambas as frases apresentadas. No primeiro caso, esperarei “você” praticar a sua ação para, depois, praticar a minha; no segundo, primeiro praticarei a minha. Por isso o uso do advérbio “já”.

Assim, observe que o mesmo ocorre nas frases a seguir:

  • Quando você tiver terminado o trabalho, telefonarei a Manuel.
  • Quando você tiver terminado o trabalho, já terei telefonado a Manuel.

08) Infinitivo Pessoal Composto:

É a formação de locução verbal com o auxiliar ter ou haver no Infinitivo Pessoal simples e o principal no particípio, indicando ação passada em relação ao momento da fala.

Por exemplo:

  • Para você ter comprado esse carro, necessitou de muito dinheiro.

Bom estudo!

 

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Pubblicato da su gennaio 26, 2016 in Curiosità

 

Perché Sono Importanti i Cartelli che Illustrano la Storia di Ogni Luogo?!

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Padova

Stavo pensando…

qualche tempo fa facevo spesso viaggi per turismo in auto, in particolare in Francia. Paese che amo e che conosco abbastanza bene per via di un mio lunghissimo soggiorno negli anni 90. In ogni occasione in cui mi capita di andare, noto una consistente differenza rispetto all’Italia: nelle strade nazionali e regionali, in particolare sulle autostrade, ci sono moltissime indicazioni di carattere storico, culturale o anche puramente geografico relativo alla zona che si sta attraversando. Per capirci, qualche chilometro prima di un’uscita autostradale, o anche semplicemente lungo i tratti appaiono costantemente cartelli che illustrano perché quella città è famosa, oppure quale castello si vede a destra o sinistra, oppure ancora come si chiama la montagna di cui si ammira il profilo.

Qui in Italia ahimè, tali indicazioni scarseggiano parecchio per cui il turista “occasionale” rischia di passare vicino a paesi o ambienti interessantissimi senza saperne l’esistenza. Peccato perché sono convinta che comunque l’Italia offre anche di più rispetto, ad esempio, alla stessa Francia, ma purtroppo spesso l’Italia non sa vendersi sufficientemente bene, per questo si è posizionata solo al 5° posto dei paesi più visitati al mondo, essendo la Francia al 1° posto.

Ma l’Italia è pura storia, pura arte, non esiste un solo angolo che non sprigioni la cultura del passato in questo paese. Ogni luogo racconta qualcosa di un tempo lontano. In Italia tutto è maestoso. Non si può paragonare l’anfiteatro Flavio con la Tour Eiffel (che è tra i siti più visitati della Francia ed è uno dei monumenti tra i più visitati al mondo), per carità niente da dire della sua particolare bellezza. Sappiamo tutti che è stata considerata uno degli esempi di arte in architettura più straordinari del mondo moderno, ma se posso permettermi è sempre un mucchio di ferro costruita nel 1889, per abbellire una fiera… e addirittura rischiò di essere demolita perché contestata dall’élite artistica e letteraria della città; fu risparmiata solamente perché si rivelò una piattaforma ideale per le antenne di trasmissione.  

E che dire allora della Basilica di San Pietro, del Duomo di Milano, della Basilica di San Marco, oppure della Cattedrale di Santa Maria dei Fiore, non sono all’altezza di Notre Dame di Parigi? Per me i conti non tornano e credo che il 5° posto dei paesi più visitati al mondo l’Italia non se lo merita.

 
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Pubblicato da su gennaio 26, 2016 in Curiosità

 

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Le fantasticherie del passeggiatore solitario

Le fantasticherie del passeggiatore solitario

“L’oziosità che a me piace non è quella di un fannullone che resta là con le braccia incrociate in una inazione totale, e non pensa più di quanto non agisca. E’ insieme quella di un bimbo che è sempre in movimento per non fare niente e quella di un farneticante la cui testa divaga non appena le sue braccia sono in riposo. Mi piace occuparmi senza posa a fare dei nonnulla, a cominciare cento cose e a non finirne nessuna; ad andare e venire come mi suggerisce la testa; a cambiare progetto ogni momento; a seguire una mosca in tutti i suoi volteggi; a volere sradicare una roccia; a intraprendere senza timore un lavoro di dieci anni, e ad abbandonarlo dopo dieci minuti; a baloccarmi, infine, tutto il giorno senza ordine e senza nesso, e a non seguire in ogni cosa che il capriccio del momento.”
J.J.Rousseau

 
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Pubblicato da su maggio 31, 2014 in Curiosità

 
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Rio Grande do Norte – BR

Natal - Rio Grande do Norte - BR

Brezza di mare…

 
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Pubblicato da su dicembre 11, 2013 in Curiosità

 

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Danza della Vita

        

C’è qualcosa nell’aria. Musica, magia, misteri. In ogni gesto l’espressione di una volontà: volare. Dentro la certezza di questa possibilità. Un mondo di ore ammaestrando ogni muscolo. Forza, tenerezza. Il trampolino di lancio per la libertà. La sensazione di essere leggera e libera da tutto ciò che limita ed incatena, anche se solo per brevi e fugaci momenti.

La vita è come una danza. Un balletto di interminabili atti. L’eterno allenamento per esprimere la propria esperienza. Gioia, dolore, piacere, afflizione, emozioni. Una raffica di tutto ciò. Sempre pulsando, disturbando, per poi scoppiare in scoperte, rinascendo e ricominciando in una nuova possibilità di essere.

Ci è stato dato il diritto alla sensibilità, ma questo rischia di diventare un costante vuoto nell’anima. Tutto sarebbe stato una tragedia se non avessimo ricevuto in eredità questa eterna insoddisfazione, tipica dei solitari, che ci rende avventurieri, visionari, ribelli, superando le sofferenze dei primi passi per affrontare le sfide più difficili.

Amare è come crescere. Un lento processo, pieno di sorprese e lotte. La realizzazione di prodezze che sembrano impossibili da raggiungere. Acrobazie che richiedono molte, ma molte ore di allenamento, che solo l’audacia ha la capacità di spiegare. Un apprendimento costante per il quale non sempre credono necessario prepararci.

Ma ci vuole talento. Saper mischiare in certe dosi, forza e sensibilità, conoscere limiti e capacità, senza temere le sconfitte. Credere, amare, amarsi, senza paure, corpo e mente in perfetta armonia. Questa integrazione è il segreto della libertà eterna. Che ci permette di raggiungere voli molto, molto più alti, verso noi stessi …

… la Felicità di vivere.

 
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Pubblicato da su luglio 4, 2013 in Curiosità

 

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Rio de Janeiro, Copacabana e Divertimento.

Dopo dodici ore di aereo finalmente Rio de Janeiro, la mia città natale. Che felicità! Non potrei paragonare a niente altro questa stupenda sensazione di ritorno a casa, alle proprie radici.

Rio de Janeiro - Praia - Copacabana

Rio de Janeiro – Praia – Copacabana

Arriviamo in Hotel a Copacabana, erano circa le 23, come sempre succede all’ andata non sono per niente stanca, anzi, la mia freschezza all’ arrivo è spesso inversamente proporzionale alla mia stanchezza del ritorno, chi sa perché?

Quindi scarichiamo le valigie in camera e via ad esplorare la notte della mia cara e bellissima città. Che bello respirare l’aria di Rio, d’ un tratto mi ritornano in mente i profumi della mia infanzia… la Feijoada* che preparava mio padre, i dolci che faceva mia madre, l’odore del mare, degli alberi e tanti altri odori che mi affioravano in mente.

Ci sediamo in un bar, ordino una Caipirinha* e rimaniamo a guardare, quasi con ammirazione, il via vai delle auto e della gente. Copacabana è sempre stato un quartiere molto movimentato ed è così quasi fino al mattino.

Siamo gli ultimi ad andar via, lasciamo il posto ai dog-sitter che con i loro quasi quindici cani al guinzaglio passeggiavano a ridosso delle palme da cocco, ai fanatici del jogging con gli Ipod, a quelli che stendono le mercanzie da vendere, finte infradito hawaianas e teli da mare verde e oro nazionale. Qualcuno sfoglia le pagine del quotidiano più popolare di Rio “O Globo” freschissimo di stampa, con il “cafezinho” di lato, tassativamente nel bicchiere di vetro appoggiato sul tavolino.

Rio de Janeiro - Praia - Copacabana

Rio de Janeiro – Praia – Copacabana

Colazione, era ora di colazione. Prima di rientrare in albergo, un beverone di vitamina oppure un succo di frutta fresca. In Brasile i succhi di frutta sono ottimi, gli adoro tutti e Rio è piena di “sucherie”. Chiedo una spremuta di Acerola tanto densa che la cannuccia rimane dritta ferma al centro del bicchiere… stupendo! 

Tutto funziona come di consueto, la quiete prima e a seguire la tempesta e così via. Si è appena spento il deliRio di luci e musica del sabato, ma tra poco comincerà una tipica domenica di sole carioca, e la folla di bagnanti scenderà sulla spiaggia invadendo ogni centimetro quadrato di questa spiaggia di sabbia bianca… e per me adesso ci vuole qualche ora di sonno.

 
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Pubblicato da su giugno 25, 2013 in Curiosità

 

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Sonhando o Brasil.

 
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Pubblicato da su giugno 25, 2013 in Curiosità

 
 
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